Lo Zifio di Cuvier (Ziphius cavirostris) è un cetaceo odontoceto appartenente alla famiglia degli Zifidi e rappresenta una delle specie meglio adattate alla vita nelle grandi profondità marine. Nel Mediterraneo è una specie regolare, ma la sua presenza è strettamente legata alle aree caratterizzate da fondali profondi e ripidi.
È particolarmente associato alle scarpate continentali, ai canyon sottomarini e alle zone in cui il fondale raggiunge rapidamente grandi profondità. Per questo motivo è osservato meno frequentemente nelle acque pelagiche meno profonde. Nel Mediterraneo alcune delle aree più importanti per la specie comprendono il Mar Ligure, il Canale di Alborán e la Fossa Ellenica.
La sua biologia rimane ancora in parte poco conosciuta, soprattutto perché trascorre gran parte della propria vita lontano dalla superficie. Lo Zifio è infatti un eccezionale apneista: durante le immersioni di alimentazione può rimanere sott’acqua per tempi molto lunghi e raggiungere profondità di oltre mille metri.
A queste profondità ricerca soprattutto cefalopodi, in particolare calamari di acque mesopelagiche e batipelagiche. Nel Mediterraneo le prede più importanti appartengono alla famiglia Histioteuthidae, tipica degli ambienti profondi. La conformazione del corpo e la capacità di effettuare immersioni prolungate gli consentono di sfruttare una nicchia ecologica difficilmente accessibile alla maggior parte degli altri cetacei.
La specie è generalmente osservata in piccoli gruppi, con una dimensione media compresa tra circa 1,6 e 2,5 individui nel Mediterraneo. La sua natura elusiva e le lunghe permanenze sott’acqua rendono tuttavia difficile studiarne direttamente il comportamento e la struttura sociale.
Nel Mediterraneo lo Zifio di Cuvier è considerato Vulnerabile. Tra le principali minacce figurano il rumore antropico subacqueo, in particolare quello prodotto da sonar militari e attività di esplorazione sismica, oltre alle catture accidentali e all’ingestione di rifiuti plastici.
