Una conchiglia può diventare uno strumento di caccia. Non per un essere umano, ma per un delfino.
È quanto hanno osservato alcuni ricercatori nel Great Sandy Marine Park, lungo la costa del Queensland, in Australia, dove un gruppo di tursiopi indo-pacifici (Tursiops aduncus) è stato documentato mentre utilizzava grandi conchiglie vuote per catturare i pesci.
Il comportamento, conosciuto come “shelling”, è particolarmente interessante non soltanto perché dimostra la capacità dei delfini di utilizzare un oggetto come strumento, ma anche perché le nuove osservazioni offrono quello che i ricercatori definiscono il primo potenziale indizio di una trasmissione sociale materna di questa tecnica.
In altre parole, un giovane delfino potrebbe aver imparato osservando la propria madre.
Una tecnica di caccia davvero particolare
Il comportamento osservato è tanto semplice quanto ingegnoso.
Il delfino individua un pesce e lo spinge all’interno di una grande conchiglia vuota, appartenente a un mollusco gasteropode. A quel punto afferra la conchiglia con il rostro e la porta verso la superficie.
Qui avviene la parte più spettacolare: il delfino solleva e manipola la conchiglia, sfruttando la gravità e il movimento dell’acqua per far scivolare il pesce fuori dal guscio e direttamente nella propria bocca.
È una vera e propria tecnica di foraggiamento basata sull’utilizzo di uno strumento.
Durante le osservazioni effettuate nel 2025, i ricercatori hanno documentato una femmina adulta mentre portava in superficie una grande conchiglia. In un caso, dalle immagini è stato possibile osservare un pesce fuoriuscire dal guscio mentre la femmina lo inseguiva dopo aver lasciato cadere la conchiglia.
La scena più interessante: madre e piccolo
La scoperta più significativa è avvenuta il 1° ottobre 2025.
I ricercatori stavano osservando una femmina adulta e il suo piccolo. La madre ha iniziato a utilizzare una conchiglia secondo la tecnica dello shelling. Dopo averla lasciata cadere, pochi minuti più tardi il piccolo ha raccolto la stessa conchiglia.
Il giovane delfino la teneva in una posizione molto simile a quella utilizzata dalla madre, con il rostro inserito nell’apertura del guscio, e ha iniziato a manipolarla sulla superficie dell’acqua.
Le riprese effettuate con un drone hanno inoltre mostrato quello che sembrava essere il corpo di un piccolo pesce, probabilmente un pesce lucertola, sporgere dall’apertura della conchiglia.
Il piccolo ha poi lasciato cadere il guscio, lo ha raccolto nuovamente circa trenta secondi più tardi e ha riprovato a utilizzarlo.
Non è stato possibile stabilire con certezza se sia riuscito a catturare il pesce.
Ed è proprio questo dettaglio a rendere la scoperta ancora più interessante: non stiamo osservando semplicemente un animale che utilizza un oggetto, ma un giovane individuo che sembra sperimentare una tecnica appena osservata nella madre.
Imparare osservando
I delfini sono animali sociali e i piccoli trascorrono molto tempo accanto alla madre durante i primi anni di vita.
Questo lungo periodo di dipendenza offre numerose opportunità di apprendimento.
Il comportamento osservato in Queensland potrebbe quindi rappresentare un esempio di apprendimento sociale, nel quale un giovane individuo acquisisce una nuova abilità osservando il comportamento di un altro membro del gruppo.
In questo caso, la possibilità particolarmente interessante è che la trasmissione avvenga dalla madre al piccolo, quella che in biologia comportamentale viene definita trasmissione sociale verticale.
Ma è importante non trasformare questa ipotesi in una certezza.
I ricercatori sottolineano infatti che le osservazioni sono ancora troppo poche per dimostrare definitivamente che il piccolo abbia imparato la tecnica dalla madre. Il fatto che abbia utilizzato la conchiglia immediatamente dopo di lei, nello stesso luogo e in maniera simile, rappresenta però un indizio molto significativo.
I delfini utilizzano già altri strumenti
L’utilizzo di oggetti durante la ricerca del cibo non è una novità assoluta tra i delfini.
Uno degli esempi più conosciuti riguarda alcune popolazioni di tursiopi di Shark Bay, nell’Australia occidentale.
Qui alcuni delfini utilizzano spugne marine applicate sul rostro mentre cercano prede sul fondale. La spugna funziona come una sorta di protezione, permettendo al delfino di esplorare substrati accidentati senza ferirsi il rostro.
Anche lo shelling era già conosciuto a Shark Bay, dove era stato documentato come particolare strategia di foraggiamento.
La nuova ricerca è importante perché dimostra che questo comportamento non è limitato a quella popolazione.
Le osservazioni effettuate nel Queensland rappresentano infatti la prima documentazione scientifica pubblicata dello “shelling” sulla costa orientale australiana.
Forse, quindi, la domanda più interessante che possiamo farci non è soltanto “quanto sono intelligenti i delfini?”
Ma piuttosto:
quante cose fanno i delfini che non abbiamo ancora osservato?
Per saperne di più
La ricerca è stata pubblicata nel 2026 sulla rivista scientifica Marine Mammal Science con il titolo Observations of Shelling Behavior and Potential Evidence of Vertical Social Learning by Bottlenose Dolphins in the Great Sandy Marine Park, Queensland Australia. Lo studio è firmato da Alexis L. Levengood e collaboratori ed è disponibile in open access.



